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Cos'è la Malvasia
vitigno: malvasia di Candia aromatica. resa per ettaro: max 110 q.li di uva. resa in vino: max 65%. colore: giallo paglierino più o meno carico. odore: gradevole, aromatico, caratteristico. sapore: asciutto, armonico, aromatico, caratteristico. Va servito alla temperatura di 10° - 12° C Si accompagna con antipasti di salumi e con primi piatti come tortelli di erbette, di patate e di zucca e con cibi a base di erbe. Cenni storici sulla Malvasia
Cos'è il Sauvignon
vitigno: sauvignon bianco. resa per ettaro: max 75 q.li di uva. resa in vino: max 65%. colore: giallo paglierino. odore: delicato, raffinato, leggermente aromatico, caratteristico. sapore: asciutto, di corpo, fresco, armonico, con retrogusto amarognolo. Va servito alla temperatura di 8° - 10° C. Ideale come aperitivo, si accompagna ai pesci alla griglia, fritti e arrosto, ma può essere considerato uno dei pochi bianchi da tutto pasto; dà risultati eccezionali con macedonie e torte di frutta.
Cos'è il Moscato
vitigni: moscato bianco e malvasia di Candia aromatica. resa per ettaro: max q.li 90 di uva. resa in vino: max 65%. E' ottenuto dalla parziale fermentazione, a temperatura controllata, di mosto fiore delle uve raccolte e selezionate in Azienda. E' una bevanda adatta ai dessert, che va servita a 8°-10° C. Si accompagna con dolci e macedonie, ma è ideale come digestivo, servito alla fine del pasto. Data la ridotta gradazione alcolica (2-3% di alcole) può essere consumato anche da adolescenti.
Origini della Malvasia
Non vi è traccia del nome MALVASIA in documenti antecedenti il 1200; successivamente, sono numerose le citazioni, sia in opere letterarie toscane che in documenti, anche ufficiali, della Repubblica di Venezia. Certamente il nome MALVASIA, deriva da quello di una città greca del Peloponneso, chiamata MONEMBASIA, parola che significa: "porto con una sola entrata". Il nome originario degenerò in MALFASIA e fu quindi italianizzato in MALVASIA; nella lingua spagnola è diventato MALVAGIA ed in quella francese MALVOISE. Nel 13° secolo, veniva citato il vino di MONEMBASIA come il vino prodotto nel retroterra della piccola città omonima la quale era soprattutto una formidabile fortezza, per la sua posizione strategica: posta su di una alta scogliera, a picco sul mare, e dotata di un porto naturale con una sola, stretta entrata. Storia e diffusione della Malvasia Intorno al 1250 i Veneziani che avevano conquistato la città e se ne erano impadroniti, occuparono anche il retroterra ove si produceva il vino di MONEMBASIA, prelevarono i vitigni che poi trapiantarono nell'isola di Creta, in quel tempo chiamata CANDIA, che essi già occupavano da circa 50 anni. Il dominio della Repubblica di Venezia sull'isola di Creta - Candia, e su altre isole greche, si protrasse sino alla metà del 17° secolo ed in questo periodo, durato circa 400 anni, la produzione ed il commercio del vino "MALVASIA", divenne attivissimo e cessò solamente con l'avvento della dominazione turca. Il vino MALVASIA prodotto nell'isola di Creta - Candia non era certamente di qualità inferiore a quello prodotto nella zona di MONEMBASIA che gli dette il nome: anzi, secondo alcuni autori, era migliore. Nel 1600 un autore descrive i due tipi di vino MALVASIA prodotti a Creta-Candia: uno dolce e liquoroso e l'altro asciutto che veniva definito "Garbo", cioè acidulo, dai Veneziani che lo consumavano. ( è possibile che durante il trasporto, con il caldo, il vino inacidisse!!) Quindi la MALVASIA prodotta a Candia (divenuta in seguito MALVASIA DI CANDIA - nome del vitigno più denominazione dell'area geografica di coltivazione) era altrettanto buona di quella "originale"; a sostegno di questa tesi, è interessante notare come, constatando il pari livello qualitativo fra le MALVASIE prodotte a Monembasia e a Candia, la Repubblica di Venezia uniformasse i dazi che gravavano sui vini importati. Inizialmente i vini di Monembasia pagavano 10 libbre per ogni anfora e quelli di Candia solo 6 anfore; nell'impossibilità di distinguerli fra loro, per evitare frodi fiscali, la Repubblica uniformò le tariffe daziarie portandole, entrambe, ad 8 libbre per anfora. E' certo che molto vino MALVASIA, in particolare del tipo dolce e liquoroso, giungesse a Venezia e nei domìni della Repubblica sulla terraferma. I vini MALVASIA erano così diffusi a Venezia che dal '600 era invalso nell'uso comune chiamare "Malvasie" i locali ove si vendevano (inizialmente per asporto e successivamente anche per mescita) i vini importati dall'oriente. Questi locali erano molto frequentati, da diverse categorie sociali, come appare su interessanti stampe dell'epoca, le quali, tessendo le lodi della MALVASIA, ci illustrano l'aspetto e la frequentazione di questi locali tipici e caratteristici. Ancora oggi a Venezia ci sono due calli denominate della "malvasia", una nei pressi del ponte di Rialto, nel centro storico, ove probabilmente era ubicato un locale frequentato dai "signori", ed una a Conmareggio, quartiere popolare, ove il locale aveva un altro tipo di avventori. Con i vini MALVASIA prodotti a Creta - Candia ed a Monembasia, vennero certamente esportati, dai luoghi d'origine, anche i rispettivi vitigni: al fine di poter soddisfare le crescenti richieste del mercato, le viti di Malvasia vennero trapiantate in Friuli, in Veneto, in Toscana e, successivamente , nel Ducato dei Farnese. In Friuli costituiva un gradito omaggio per gli ospiti illustri che visitavano la città di Udine; in Toscana, secondo alcune opere letterarie, pare che fosse preferita alla locale Vernaccia. In una "carta dei vini" del '500, della Casa D'Este di Ferrara, la MALVASIA è citata tra i vini che una Corte Rinascimentale doveva possedere per accogliere e degnamente ospitare, i Prìncipi del tempo. La Malvasia ai giorni nostri Il nome Malvasia, probabilmente grazie alla sua fama secolare, viene utilizzato per designare numerosi vitigni, diversi tra di loro, sia a bacca bianca non aromatica (Malvasia Istriana, del Chianti, del Lazio, di Candia, della Sardegna), a bacca bianca aromatica (di Lipari, di Candia Aromatica) che a bacca nera non aromatica (di Lecce, di Casorzo) e a bacca nera aromatica (di Brindisi); la Malvasia di Candia, quindi esiste sia aromatica che non aromatica. Nei Colli di Parma, la MALVASIA D.O.C. deve appartenere alla varietà Malvasia di Candia Aromatica e deve concorrere per almeno l'85% alla produzione del vino omonimo. (assieme eventualmente al Moscato Bianco) Nell'opera "Principali Vitigni coltivati in Italia", edita nel 1964 dal Ministero dell'Agricoltura, si definisce la Malvasia, del tipo secco, "non sempre gradito per il caratteristico sapore amarognolo…..". Da allora, quanta strada si è percorsa grazie alla capacità, alla volontà ed alla passione del mondo viticolo - enologico Parmense, che oggi sa proporre la tipologia "Malvasia secco", prevalente sulle tipologie amabile e dolce, senza l'inconveniente descritto nel testo del Ministero, nella piena salvaguardia delle caratteristiche varietali originali. Le caratteristiche del vino " Colli di Parma Malvasia" derivano dalla maretia prima, l'uva Malvasia di Candia Aromatica, dotata di un quadro aromatico particolare ed esclusivo. Il quadro aromatico che persiste dopo la vinificazione, si armonizza con i profumi provenienti dalla fermentazione e dalla rifermentazione: il tutto viene amalgamato in una giusta presenza alcolica ed acida, per regalare particolari ed assai gratificanti sensazioni gusto - olfattive. Il raggiungimento di questo delicato equilibrio fra le componenti aromatiche dell'uva e quelle profumate della fermentazione resta sempre e comunque legato alla qualità dell'uva, sana e giustamente maturata in zona vocata, ma è fattore determinante l'impiego di una corretta tecnologia. |